Donna Olimpia Giustiniani e il suo profondo legame con Palestrina

2dhbas2Il nome di Olimpia Giustiniani è strettamente legato con la storia dei Barberini e soprattutto del loro feudo: Palestrina.
Donna Olimpia Giustiniani, all’età di dodici anni, nel luglio del 1653, sposò il principe di Palestrina Maffeo Barberini, permettendo alla famiglia di rientrare in Italia e tornare in possesso dei loro beni. Alla morte di Urbano VIII avvenuta nel 1644, infatti, in sede di conclave i Barberini non riuscirono a far eleggere un pontefice che potesse continuare a favorirli, ma salì al soglio pontificio Innocenzo X Pamphilj ostile ai Barberini.

La famiglia lasciò precipitosamente l’Italia per riparare in Francia alla corte del re Luigi XIV.
La pace tra quelle che all’epoca erano le famiglie più influenti nel panorama politico romano, avvenne proprio con il matrimonio tra Maffeo Barberini e Olimpia Giustiniani, nipote prediletta di Innocenzo X. Il rito religioso fu celebrato personalmente dal papa e la dote di donna Olimpia, divenuta principessa di Palestrina, permise ai Barberini di risollevare le loro finanze.
La felice unione tra le due famiglie è celebrata a Palestrina attraverso gli stemmi che campeggiano sui monumenti più importanti per la storia architettonica della città.
Sotto una grande corona e a decorazione di uno scudo, le tre api Barberini e una torre esagonale dei Giustiniani, decorano l’ingresso occidentale, oggi privato di palazzo Barberini. Nel cuore di Palestrina lo stemma araldico ci ricorda due giovani sposi che scelsero di intrecciare la loro storia con il territorio prenestino.
Il medesimo stemma è presente in controfacciata all’interno della chiesa di Santa Rosalia, cappella palatina della famiglia Barberini, la cui erezione è inscindibilmente legata al nome di Maffeo quale ex voto per essere riusciti a scampare illesi alla peste che colpì Palestrina tra il 1656-1657.
Ma il nome di Olimpia Giustiniani è legato forse all’edificio più emblematico che i Barberini fecero erigere a Palestrina: il Triangolo. Costruito poco fuori la città, come luogo in cui l’architettura barocca ha creato la sua meraviglia, l’edificio nelle sue strutture, sembra richiamare la torre araldica dei Giustiniani, probabilmente un omaggio ad Olimpia proprio dal consorte Maffeo Barberini.
Alla donna che permise ai Barberini di rientrare in possesso dei loro beni e delle loro cariche, la famiglia ha dedicato gli edifici più importanti e rinomati della città di Palestrina.