IL MARTEDI’ CULTURALE – Parte di me. Gli ex voto anatomici tra passato e presente.

fig.6sant-ocritOcchi che ti scrutano, orecchie che ascoltano, arti immobili, seni, organi sessuali maschili, uteri.

No, non è l’inizio di un racconto dell’orrore, ma la descrizione di una vetrina del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina affollata di riproduzioni in terracotta di parti del corpo umano. A pensarci bene però non è poi così strano poiché l’usanza di deporre ex voto anatomici, seppure abbia origine nel mondo etrusco e romano tra il IV e il III sec. a.C., è, come vedremo, sopravvissuta fino ad oggi.

Ma come nasce questo comportamento rituale?

La spiegazione può sembrare molto semplice, perché intuitivamente il fenomeno viene connesso alla guarigione da una malattia, ma in realtà i significati della deposizione degli oggetti sono molteplici. Mammelle, uteri, e organi genitali maschili sono generalmente legati alla richiesta di fecondità, ma anche alla sfera delle guarigioni dalle malattie. Le orecchie invece più probabilmente indicano che la divinità ha prestato ascolto alle richieste del devoto. L’abbondanza di arti inferiori è da connettere sia alla guarigione che alla richiesta di protezione per un lungo viaggio. La volontà di ottenere una guarigione è chiara quando questi oggetti rappresentano parti del corpo in cui i sintomi della malattia sono riconoscibili. Molto più spesso però gli organi sono riprodotti sani, il che porterebbe a credere che in questi casi l’ex voto avesse valore di ringraziamento “per grazia ricevuta”.
Come si è accennato, questa pratica cultuale è osservata ancora attualmente nell’ambito dei rituali cristiani.

Lungo le mura aureliane a Roma, ci sono infatti alcune cappellette in cui i devoti depongono gli ex voto anatomici di gesso o di cera e altrettanto noti sono gli ex voto nel santuario della Madonna di Pompei. Attualmente il comportamento rituale ha un campo più ristretto: gli ex voto vengono dedicati essenzialmente come ringraziamento per una grazia ricevuta. In seguito alla guarigione, i fedeli dedicano nei luoghi di culto piccole statue di cera o d’argento, le donne donano trecce di capelli tagliati, i soldati di ritorno dalla guerra donano le armi come ringraziamento per il pericolo scampato, uomini e donne ricevuta la grazia donano lamine d’argento che riproducono le parti del corpo guarite.
Nel corso del tempo, per la realizzazione di questi oggetti sono stati coinvolti artigiani specializzati che hanno reso gli ex voto testimonianza delle tradizioni artistico-artigiane.
Esistono quindi affinità e differenze nei risvolti materiali devozionali, ma l’aspetto più importante e significativo è quello di pensare che ogni dono, nel passato come nel presente, custodisce una storia umana, che percepiamo in maniera più immediata per le storie attuali, mentre l’archeologia può solo intuire e immaginare.